venerdì 28 marzo 2014

NON CI POSSO CREDERE!!! UN SOUFFLE' NEL MIO FORNO!!! (della serie 'cometirealizzounsogno')





"Pericolosamente Mtchallenger" questo potrebbe essere il mio soprannome, valutando le mie partecipazioni alle ultime edizioni ... sempre di corsa ... sempre all'ultimo minuto (una volta anche fuori tempo massimo per 'sbadataggine conclamata'!) .. sempre sofferta ... ma sempre appassionata ... bhè direi che mi sono quasi descritta proprio come sono io, in parte, ci sarà pur qualcosa di buono anche se ben nascosto no?
E proprio scavando ... scavando ... mi sono ricordata che, sebbene pareva che avessi scoperto solo da pochi anni e solo per 'reazione' la passione culinaria,  non è proprio così!!!
E chi me lo ha fatto ricordare?
Fabiana ... mitica Fabiana .. poetessa, maga, incantatrice del cibo ... non ci credete? Date un'occhiata solo alle prime pagine del suo blog ... poi ne riparliamo!
Lei ci propone il soufflè per la sfida marzolina dell'Mtchallenge ... e la mia mente vola, a tanti anni fa, troppi, oppure pochi, non so, dipende dai punti di vista, da con chi e come guardi a questi anni! 
E comunque, io tra i 16 e i 18 anni, insieme alla mia amica Susy che abitava al piano di sopra, ne abbiamo combinato di 'spatasci' nella cucina dei miei; appena loro chiudevano la porta, era un tripudio di caccavelle, foglietti volanti, farina, zucchero e chi più ne aveva più ne metteva ...e c'era una ricetta che per la sottoscritta era diventata un chiodo fisso ...  il soufflè!!! Non me fosse riuscito uno!!!! 
Ne facevo a bizzeffe, dolci, salati, al cioccolato al caffè, ai formaggi alle verdure ...niente si spatasciavano subito ed irrimediabilmente, senza vergogna alcuna!
Ora lo so il perchè ... l'irruenza, la fretta l'entusiasmo di quell'età che voleva veder realizzato tutto e subito e perfetto!
Ma poi ... arriva Lei! E fa il miracolo!!!


Mi sono commossa ... ho saltato ... ho urlato ... ho esultato ... ho ballato .. davanti a questa paradisiaca visione del mio soufflè che cresceva meravigliosamente nel mio forno pure 'acciaccato' .. sono stata ovviamente presa in giro come sempre ma .. sapete che c'è??? Non me ne frega niente!!!!
Io l'ho amata questa mia 'creazione' tanto che non volevo nemmeno sfornarla e farla mangiare a nessuno ... ma poi ...mi sono voluta togliere la soddisfazione di far capire che oltre ad esere bellissimo era anche buonissimo il mio soufflè!!!



SOUFFLE' AL GORGONZOLA CON CREMINA AI FUNGHI

Per il soufflé:
300 ml di panna fresca
3 cucchiai da minestra di maizena
30 g di burro + quanto basta per ungere gli stampi
6 uova medie
220 g di gorgonzola piccante( o altro erborinato)
noce moscata, sale, pepe
emmental a sufficienza per ricoprire fondo e bordi degli stampi (nel mio caso un unico stampo) circa 3 cucchiai


Seguite passo passo le istruzioni di Fabiana e anche voi potrete assaggiare questa vera delizia:

-Innanzi tutto scaldare il forno a 200°
-Con una pennellessa imburrare generosamente gli stampi o lo stampo che devono essere puliti ed assolutamente asciutti, ungere fondo e bordi....questo è assolutamente fondamentale!
-Con lo stesso criterio spargere il formaggio grattugiato negli stampi in modo che ne siano interamente ricoperti avendo cura di non toccare più l'interno con le dita.
-Riporre in frigo fino al momento del riempimento, volendo anche in freezer. Non trascurare questo passaggio!!
-Ripassare ancora i bordi con un altro poco di burro pomata e raffreddare nuovamente
-Mescolare la maizena con poca panna fresca fuori fuoco.
-Portare ad ebollizione la restante panna, raggiunto il bollore unire il mix panna maizena mescolando sempre.
-Abbassare la fiamma e proseguire la cottura aiutandosi con una frusta a mano fino ad ottenere una crema spessa.
-Allontanare dalla fiamma ed unire il burro avendo cura di continuare sempre a lavorare.
-Rompere le uova  tenute a temperatura ambiente, separando i tuorli dagli albumi, avendo cura di non toccare questi ultimi con le mani.
-Unire i tuorli uno alla volta, incorporandoli alla perfezione prima di introdurre il successivo.
-Sbriciolare lo zola piccante( o l'erborinato prescelto), unire alla massa e mescolare.
-Salare, pepare, aggiungere la noce moscata e mescolare bene.
-L'ultima indispensabile operazione è quella di montare gli albumi.
Devono essere ben stabili, ma non di cemento armato:((
Ci si può aiutare unendo qualche goccia di limone che aiuta la montatura rendendola stabile. Gli acidi sono fantastici in certe situazioni:))))
Sconsiglio invece la famosa presa di sale, in realtà a meno che non si monti a mano( faticando come bestie) non ha una reale utilità, anzi, il cloruro di sodio ha proprietà igroscopiche, quindi alla lunga sottrae acqua e destabilizza la struttura.
-Con delicatezza ed in più riprese unire gli albumi montati, badando bene di non smontarli, eseguendo movimenti verticali con una spatola e contestualmente ruotando la ciotola, il classico movimento en coupant;))))
-La massa deve risultare ben omogenea.
-Versare negli stampi ( o nello stampo) arrivando solo ai 2/3 della loro altezza.
-Lisciare delicatamente la superficie con la spatola.




-Infornare immediatamente e cuocere senza mai aprire per 15/18 minuti gli stampi piccoli oppure 25/30 minuti in caso di stampo unico.
-In ogni caso sorvegliare ed estrarre quando gonfio e ben dorato in superficie.
L'esterno deve essere compatto, l'interno morbidissimo, umido  e soffice come una nuvola.
-Per accentuare la colorazione si può cospargere la superficie con un cucchiaino di formaggio grattugiato prima di infornare.
- A voi la scelta se mantenere il soufflé nel suo contenitore od estrarlo, questo non creerà difficoltà alcuna.
-Potete anche tenerlo un paio di minuti a forno spento, lo sbalzo termico sarà inferiore ed è possibile che con una "gran botta di culo" facciate in tempo a sorprendere i vostri ospiti ed a sorprendere voi stessi della magia del soffiaggio....tempo di accorgersene e sarà già passata;))




Per la cremina ai funghi:
300 gr di funghi champignon puliti e affettati sottilmente
aglio
olio extra vergine di oliva
sale
pepe
panna da cucina fatta in casa con:
50 gr di latte a temperatura ambiente
100 gr olio di semi di arachide
1 pizzico di sale
noce moscata

Far cuocere i funghi in padella con olio sale e pepe. Metterli da parte e preparare la panna da cucina con il minipimer nel quale avrete messo tutti gli ingredienti. A parte frullare i funghi tenendone qualcuno intero e unire la cremina di funghi alla panna

sabato 22 marzo 2014

PROVATA E APPROVATA!!! (QUANTO MI PIACE METTERE LE MANI IN PASTA!)



Ennesimo regalo di Gente del Fud, di Garofalo, di quelle gran belle persone che hanno avuto e che hanno idee da campioni!
Le farine stavolta ... una sfida importante, ancora una volta, ma loro non sono impreparati e ci preparano anche a noi, ci danno la possibilità di provare e scusate se insisto, ma non è poco!
Scegliere la farina giusta per ogni tipo di impasto non è una cosa semplice e molto spesso quando la compriamo non tutti ci soffermiamo a leggerne, studiarne, capirne le caratteristiche e il probabile utilizzo, anche perchè, diciamocela tutta, non tutte le farine riportano queste informazioni, anzi  ...
Sulle farine Garofalo le troverete, sul sito Garofalo troverete queste informazioni e anche di più, in modo che il cliente non sia lasciato solo, anche quello più inesperto, più insicuro!


IMPASTO PER PIZZA DI SCAROLE E RIPIENO RUSTICO


500 ml acqua circa
1 uovo
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1\2 bustina di lievito secco
30 gr di sale
pepe q.b.

Partiamo dall'acqua, leggermente tiepida, ci sciogliamo il lievito con le mani e iniziamo a versare la farina, amalgamando, sempre con le mani, ci fermiamo un pò quando raggiungiamo una consistenza sempre morbida ma abbastanza omogenea, aggiungiamo sale, poi l'uovo, poi l'olio, mentre lavoriamo l'impasto sempre con le mani, se volete anche un pò di pepe.
amalgamiamo perbene il tutto finchè non riesce a staccarsi un pò dalle pareti della ciotola, cerchiamo di dare una forma omogenea e copriamo la ciotola con pellicola o con un panno umido e mettiamo inb unposto riparato.
Io ho impastato alle 14.30


Per la pizza di scarole:
scarole in grande quantità perchè cotte diminuiscono di volume
olive verdi e nere
capperi
pinoli
acciughe
olio extra vergine
sale
aglio

Nel frattempo preparare le scarole, lavarle perbene e metterle a cuocere in una padella con aglio rosolato in olio extra vergine di oliva, sale, a metà cottura aggiungere le olive verdi e nere tagliate a pezzetti, i capperi,  e far insaporire il tutto, quando sono quasi cotte aggiungere i pinoli e le acciughe e alzare la fiamma per dare l'ultima amalgamata ai sapori.


Per il ripieno rustico:
ricotta
mozzarella
salame napoletano
pepe




Alle 19.30 ho ripreso l'impasto, versato sul piano di lavoro, ho diviso a metà.
Una parte l'ho divisa in due e formato due dischi di cui uno più grande che ho messo in uno stampo da forno, lasciando i bordi della pasta alti, vi ho versato le verdure e coperto con l'altro disco.
Per il ripieno ho formato un disco grande con la restante pasta, su una metà ho messo il ripieno rustico e ho ricoperto creando un calzone, ho chiuso i bordi perbene con le dita e ripassati pure con i rebbi di una forchetta. Ho spennellato la superficie con un pò di latte e sul calzone ho spolverato dei semi di sesamo (li adoro!)
Infornato entrambi a 200° per circa 25 minuti.
Una bontà ... provare per credere!

martedì 4 marzo 2014

VI RACCONTO UN DOLCE...




Oggi vi racconto un dolce...un dolce nato da un pensiero...un pensiero d'amore che è stato bello ascoltare. Un pensiero d'amore vero, quello che quando lo incontri e nasce .. tremi davvero!
Lo sognan tutte,  Fate e Principesse ... povere fiammiferaie e giovani commesse... ma quando arriva non si sa e non importa il sesso o l'età...importa solo che ti prende e tu non puoi proprio farci niente .. importa che da quel momento saprai che quell'amore sarà in tutto ciò che farai ... l'ho letto letto negli occhi di chi raccontava e di questo amore me ne sono innamorata ... "io e lui" mi diceva "all'improvviso ... dopo una vita .. una cosa sola, l'emozione mai provata ma da sempre ricercata ... ora è li, nei suoi occhi, nelle sue mani ... a respirarlo mi perdo e lo riconosco..so che quell'essenza era già in me ... io l'ho solo 'riconosciuta' ma .. nella mia vita c'è sempre stata"



E mentre mi parlava io immaginavo di trasformare tutto ciò in un dolce, a modo mio, che ad ogni morso ti regali mille sensazioni diverse, ti porti su in alto con le note più dolciastre ... mandorla, crema, amaretti .... e che poi ti plachi con note più decise, mela ... cannella... e così ho iniziato a muovermi tra gli ingredienti sparsi sulla tavola.. con la musica nelle orecchie..improvvisando una danza d'amore per accompagnare la creazione del mio dolce racconto d'amore ....

Per la base della torta:
1 uovo intero
100 gr di zucchero
100 gr burro
50 gr latte
1 pizzico di sale
1 bacca di vaniglia
150 gr farina
50 gr di farina di mandorle (io mandorle tritate finemente)
5\6 amaretti ridotti in polvere
1/2 bustina di lievito per dolci

Montate l'uovo intero con lo zucchero, fino a renderlo bianco e spumoso.
Poi aggiungete il burro fuso, il latte,  il pizzico di sale e i semi di vaniglia, per ultimo unite le farine setacciate al lievito e la polvere di amaretti, amalgamate bene il tutto e tenete da parte.

In un piccolino pentoline mettete 2\3 mele tagliate a pezzettini
3 cucchiai di zucchero di canna
1\2 cucchiaino di cannella
2 cucchiai di acqua

Fate cuocere il tutto fino a che avrete una purea, mettete a raffreddare e preparate una crema pasticcera...

2 tuorli
2 cucchiai di farina
2 cucchiai di zucchero
250 ml latte

Poi rivestite uno stampo da plum cake con la carta forno, versate sul fondo metà dell'impasto pan di spagna alla mandorla, poi la pure di mele zucchero e cannelle, poi la crema pasticcera e infine il restante impasto di pds. Cuocete in forno a 180° per circa 20\25 minuti. Sfornate e fate raffreddare.

Vi stupirà ... come l'Amore!


martedì 25 febbraio 2014

E FINALMENTE FU STRUDEL!!! AGRUMI .. STREGA E MIELE ...


Ancora una ricetta mille volte pensata, mille volte cercata, studiata ma mai realizzata e doveva, ancora una volta, pensaci l'MTTCHALLENGE  a darmi la spinta ....

... lo Strudel mi ha sempre affascinato e una volta letta la ricetta della vincitrice Mari, l'ho fatta mia poco alla volta con però poca voglia di stravolgerlo, tanto era il desiderio di provarlo proprio così come lei ce lo propone ...


LO STRUDEL AGRUMATO DI DIDA CON CREMINA TRASPARENTE ALLO STREGA E PANNA AL MIELE

Ingredienti 

per la sfoglia
150 g di farina 00
100 ml di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 pizzico di sale


Preparate l’impasto per la sfoglia.
Scaldate l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliete l’impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettete l’impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezz’ora. Nel frattempo accendete il forno e portatelo alla temperatura di 180°C, modalità statica.
Come al solito avevo 'soggezione' di provare un nuovo impasto, ma come al solito, i vincitori dell'MTCHALLENGE sono una garanzia per cui ... sfoglia che a me sembrava perfetta!!!



per il ripieno
700 g di mele
80 g di zucchero di canna
3 cucchiai di rum
30 g di pinoli
2 cucchiai di marmellata di albicocche
50 gr di scorzette di arancia e limone candite
30 gr di mandorle a lamelle
50 g di pangrattato
30 g di burro
la scorza di ½ limone grattugiata
1 cucchiaino di cannella in polvere
20 g di burro fuso per spennellare la sfoglia
zucchero a velo a piacere per la superficie



Preparate il ripieno.
Fate sciogliere in un tegame il burro e poi fatevi rosolare il pangrattato fino a farlo dorare (attenzione, basta un attimo per passare dallo stadio della doratura a quello della bruciatura). Spegnete il fuoco, versate il pane in un recipiente, fatelo leggermente raffreddare, quindi aggiungete la scorza del limone grattugiata, la cannella e mettete il composto da parte.
Lavate sotto l’acqua corrente le mele, sbucciatele, toglietene il torsolo, tagliatele in quattro e poi ciascun quarto in fettine sottili. Mettete le fettine di mela in un recipiente, aggiungete lo zucchero di canna, i pinoli, le mandorle, la marmellata, le scorzette tagliate a pezzettini, il rum e mescolate bene il tutto.




Stendete la sfoglia.
Mettete una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinate leggermente la tovaglia, prendete l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi spianatelo aiutandovi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettete da parte il mattarello, sollevate la sfoglia dal tavolo aiutandovi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciate a tirarla verso l’esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riponetela nuovamente sulla tovaglia, dovreste aver ottenuto una sfoglia quadrata di circa cinquanta centimetri per lato. Siccome i bordi saranno rimasti un po’ più spessi, passate con le dita lungo tutta l’estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla. Disponete sulla sfoglia il composto di pangrattato, quindi sopra ad esso il ripieno di mele, lasciando liberi circa due centimetri di bordo. A questo punto, aiutandovi con la tovaglia, cominciate a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno. Fate fare un paio di giri, quindi ripiegate anche i due lembi esterni e continuate ad arrotolare fino alla fine. Riponete la sfoglia in una teglia precedentemente imburrata, spennellate la superficie della sfoglia con il burro fuso e mettete a cuocere.
Ci vorranno circa trenta/quaranta minuti, ma siccome la cottura dipende molto dal forno, fate attenzione perché la sfoglia non deve diventare troppo scura bensì deve rimanere dorata.
Togliete la teglia dal forno e fate raffreddare lo strudel.



CREMINA TRASPARENTE ALLO STREGA+ PANNA SEMIMONTATA AL MIELE

Amido di mais gr 50
Zucchero gr 150
Acqua gr 250
Succo di limone spremuto 1
1\2 bicchierino di liquore Strega
Buccia di limone grattugiata 1

In un pentolino unite all'amido di mais lo zucchero e la buccia grattuggiata del limone, versateci a poco a poco l'acqua con l'aggiunta del succo di limone e del liquore, mettete il tutto sul fuoco e fatelo leggermente addensare...noterete che la crema diverrà trasparente

100 ml di panna
1 cucchiaio di zucchero a velo
1 cucchiaio di miele di acacia

Alla Gordon Ramsey ... da quando ho visto farlo a lui, mi piace un sacco semimontare la panna a mano con il frustino, con l'aggiunta dello zucchero a velo, poi, diventa più facile e qui, il miele, aggiunge quella nota che ben si accompagna ai sapori dello Strudel...

Con questa ricetta partecipo all'MTCHALLENGE di febbraio


martedì 28 gennaio 2014

L'MTC DELLA MEMORIA



Come ho fatto anche l'anno scorso, vi parlerò della Giornata della Memoria qualche giorno dopo e quest'anno attuo anche una 'furberia' ... rubo un pò di spazio in più grazie al MiTiCo MTChalllenge!
Sfida su un classico secondo di carne, lo spezzatino, scelto dalla Cucina Spontanea, blog che attualmente detiene il trofeo, accompagnato da un pane per esaltarne i condimenti!
Giornata della Memoria dicevamo, sempre difficile per me parlarne e anche difficile viverla mi sto accorgendo in questi ultimi periodi, sarà perchè ho letto, visto, pensato, pianto troppo negli anni scorsi ma sta il fatto che non sono riuscita, e quando vi dico, 'non sono riuscita' intendo proprio dire che 'fisicamente' non ci sono riuscita a portare a termine la visione di due film che, tra l'altro avevo già visto, La chiave di Sara, e la storia di Perlasca, domenica ho preferito seguire Fabio Fazio e bene ho fatto, se non avete seguito la puntata ve ne consiglio un sunto qui. Dicevo che non riesco a seguire più i film perchè non riesco a resistere ad alcune scene, nel film su Perlasca, alla scena in cui, ammassati tutti gli ebrei nella strada antistante la sede dell'Ambasciata Spagnola dove fino ad allora Perlasca aveva tentato di proteggerli, le guardie gridano 'Tutti gli uomini e le donne da una parte e tutti i bambini dall'altra!' e lì ... ho dovuto spegnere perchè mi sono venute immediatamente in mente le parole di quella gran bella signora che avevo conosciuto proprio la sera precedente da Fabio Fazio, " ... Vera Vigevani Jarech, nipote di un deportato morto nei lager nazisti e madre di una diciottenne desaparecida nell’Argentina dei Colonnelli, uccisa dopo un mese di prigionia con un volo della morte, ma della quale non ha avuto notizie se non 20 anni dopo la sua scomparsa..." 
Le sue parole in sintesi dicevano, ripetevano, ribadivano, scolpivano il fatto che la 'follia nazista antisemita, la soluzione finale ... NON E' stata la follia di UN SOLO uomo, ma è stata studiata a tavolino e perpetrata da migliaia e migliaia di uomini CONVINTI di fare cosa buona e giusta" ... e ne ho avuto anche io la convinzione (semmai avessi bisogno di una conferma) quando ho ascoltato quella frase lì "Tutti gli uomini e le donne da una parte e tutti i bambini dall'altra!' .. questa frase è, secondo me, l'essenza stessa della violenza, della cattiveria, dell'orrore e del dolore che, appunto, "...SOLO GLI UOMINI SANNO INFLIGGERE AD ALTRI UOMINI..." e quanto sarebbe stato più bello il mondo se al posto della Giornata della Memoria per la Shoah avremmo celebrato la GIORNATA DELLA MEMORIA DI TUTTI QUELLI CHE SI SONO OPPOSTI ALLA SHOAH ... piangeremmo sicuramente meno morti e i nostri figli avrebbero una speranza ...  E' questa la riflessione che vi lascio quest'anno ...

SPEZZATINO DELLA MEMORIA CON CHALLAH
PER L'MTCHALLENGE DI GENNAIO


INGREDIENTI:
800 gr di spezzatino di manzo
400 gr di funghi champignons
500 gr di patatine novelle
rosmarino
salvia
timo
maggiorana
cipolle bianche
sedano 
carota
due cucchiai di farina
olio evo
vino bianco
sale
pepe


Ho fatto un trito di cipolle, carota, sedano, messo in pentola con olio evo, fatto rosolare e aggiunto la carne a pezzettini, fatta dorare un pò, aggiunto vino bianco e fatto evaporare ... dopo qualche minuti di cottura aggiunto le patatine novelle e i funghi a fettine spesse, aggiungere un po d'acqua e lasciar cuocere per almeno un'ora.
Dopodichè verificare la cottura, se necessario aggiungere altra acqua e a pochi minuti dal termine versare la farina in modo che formi una bella salsetta addensata che si andrà ad 'appiccicare' ai pezzetti di carne e contorno.

Per la Challah ricetta di Labna:

  • 4 bicchieri di acqua tiepida
  • 2 cubetti di lievito fresco o 20 g di lievito disidratato in grani o 2 bustine di lievito secco in polvere per pane
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 bicchiere di olio di semi leggero
  • 1 bicchiere di zucchero
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di sale
  • 2 kg di farina
  • 2 tuorli d’uovo per spennellare il pane
  • semi di sesamo o semi di papavero per decorare il pane
Procedimento
  1. Sciogliete in una ciotola capiente il lievito con l’acqua tiepida (non calda!) e il primo cucchiaio di zucchero, poi fate riposare un paio di minuti per riattivare il lievito, specie se usate quello secco in granelli.
  2. Aggiungete nella ciotola il resto dello zucchero, l’olio, il sale e le uova, dunque amalgamate il tutto; aggiungete poi anche la farina, ma lentamente, due bicchieri per volta, perchè non è detto che vorremo usarla tutta: ne useremo circa 2 kg, ma magari anche un po’ meno, a seconda delle condizioni climatiche e di molti altri fattori imprevedibili.
  3. Quando l’impasto diventa compatto e non si attacca più alle mani lavoratelo bene su un piano infarinato per una decina di minuti, poi trasferitelo in una ciotola leggermente unta e fatelo lievitare per almeno un’ora (volendo anche due) coperto da un panno umido, finchè non raddoppia.
  4. Una volta che l’impasto è ben lievitato fate le forme (e se fate l’hafrashat – dico alle lettrici ebree! – ricordatevi di prelevare la parte di impasto necessaria!): la treccia semplice di tre rotoli, come quella dei capelli, è facilmente realizzabile e di sicuro effetto, e con questo impasto se ne ottengono 8.
  5. Disponete le trecce di impasto su teglie ricoperte di carta da forno e fate lievitare il tutto ancora mezz’ora.
  6. A lievitazione ultimata, spennellate le challot con 2 tuorli diluiti in un po’ d’acqua e cospargetele di semi di sesamo o papavero, poi infornatele nel forno già caldo a 200°.
  7. Fate cuocere le challot a 200° per una decina di minuti, poi abbassate la temperatura a 180° e fate cuocere per ancora una ventina di minuti.
  8. Il tempo di cottura dipende dal forno (circa 25/30 minuti, di solito), ma si nota subito se la challah è cotta: acquista in superficie un bel colore, tra il marrone e il dorato, sprigionando un profumino che richiamerebbe anche la più sbadata delle cuoche…
Tradizionalmente, la challah si copre durante il kiddush e la benedizione con un panno finemente ricamato; quando la benedizione finisce, il capofamiglia spezza una delle challot in piccole parti, vi sparge sopra un po’ di sale e ne offre ai commensali. Tuttavia, la challah è un pane adatto a ogni occasione, sia ai pasti che per colazione e merenda.







giovedì 28 novembre 2013

LA CUCINA POVERA DI UN TEMPO: PAST' E 'LLESSE E PANE DI CASTAGNE



Mi ero riproposta di fare altri due bei post lunghi e dettagliati!!!
Ma ... ahimè ... non avevo fatto i conti con il tecnico (tecnico mò!!!!) della Telecom che per errore ha tranciato un cavo lasciandoci senza linea telefonica e senza Adsl...per cui ... me devo sbrigà!!!

PANE DOLCE DI CASTAGNE


La ricetta è di Milady:
200 g di farina 0

50 g di farina di castagne
1 uovo
2 g di lievito di birra secco
20 g di zucchero semolato
1 cucchiaino di malto o miele
30 g di burro
3 cucchiai di latte
3 g di sale
150 gr di castagne lesate in acqua sale e foglie di alloro
un paio di cucchiai  di zucchero di canna
E’ consigliabile che tutti gli ingredienti siano a temperatura ambiente, per cui mettete fuori dal frigo per tempo latte, uovo e burro (quello che ho usato io era …”light”)
In una terrina setacciare insieme al sale le due farine e mescolarvi il lievito secco.
Sbattere l’uovo col miele e il latte e unirlo alle farine, cominciando ad impastare e lavorare, quindi aggiungere il burro e  lavorare finché l’impasto sarà ben omogeneo ma leggermente appiccicoso.
Lasciar lievitare al coperto almeno un paio d’ore.




Trascorso il tempo, spezzettate grossolanamente le castagne, sgonfiate l’impasto e incorporatele, cercando di distribuire uniformemente.

Formare la pagnotta e sistemarla in uno stampo unto, io ho usato uno stampo da panettone piccolino.
Con un coltello praticare dei tagli decorativi , spolverizzare con metà dello zucchero di canna e lasciar lievitare al coperto circa 6/8 ore.





Prima di cuocere, spolverare col restante zucchero di canna, quindi infornare a 180° circa 30 minuti.
Lasciare intiepidire  prima di sformare su una gratella per dolci e completare il raffreddamento.



Lasciatelo riposare prima di assaggiarlo! Il giorno dopo era ancora buono e le castagne si sentivano di più!!!



PAST' E 'LLESSE


La castagna è sempre stata un elemento essenziale della cucina povera. In antichità è stato quasi l’unico sostentamento, specie d’inverno, di molte comunità montanare, dove il grano non riusciva a crescere o si era troppo poveri per poterlo fare arrivare dalle pianure. Anche se Macerata Campania si trova in pianura a pochi metri sul livello del mare, c’è da considerare che dista a non molto dal comune di Roccamonfina, dove è fiorente la produzione di castagne.
Le castagne, sbucciate e fatte essiccare, si conservano a lungo e possono essere fatte rinvenire lessandole, costituendo una riserva alimentare invernale per le famiglie più povere. Non deve quindi meravigliare la scelta della past' e 'llesse come piatto tipico della Festa di Sant’Antuono, che ricade appunto in un periodo dell’anno in cui l’inverno si fa più sentire.
Col passare del tempo tale piatto, ma soprattutto il termine pastellessa, è diventato un elemento esclusivo della cultura maceratese in Terra di Lavoro.


 
A Macerata Campania (Caserta), in occasione della Festa di Sant'Antuono (S. Antonio Abate, 17 gennaio), la tradizione vuole che si prepari tale ricetta, in cui il dolce della castagna insieme al piccante del peperoncino crea un gusto abbastanza gradevole. Questo piatto si accompagna bene al vino di uva fragola. Questo piatto da anche il nome al suono prodotto dalle Battuglie di Pastellessa durante la festa antoniana, chiamato appunto pastellessa (origine XIII secolo), ottenuto dalla percussione di botti, tini e falci.
Sono stata contentissima di trovare la ricetta di questa pasta e di scoprire questa tradizione perchè ora non vedo l'ora che arrivi gennaio per poter andare a visitare questo paesino e godermi la festa!


Ingredienti per 4 persone:
200 g di castagne lesse. Origine: Roccamonfina (Caserta)
300 g di pasta di tipo corto, come tubettoni o ditaloni (meglio integrali)
100 g di pancetta
Aglio
Olio d’oliva extravergine
Peperoncino
Sale 
Nota per una buona riuscita della ricetta si consiglia, un giorno prima della preparazione, di mettere le castagne lesse a bagno in acqua e bicarbonato di sodio. Ciò consente di pulire e ammorbidire in modo adeguato le castagne lesse.

Preparazione: 
Preparate il soffritto con pancetta, aglio, olio e peperoncino: mentre tagliate la pancetta a dadini, fate soffriggere aglio e peperoncino nell'olio d’oliva in una padella capiente; quindi aggiungete anche la pancetta.
Fate soffriggere bene la pancetta fino a che non è bella colorita. Aggiungete le castagne lesse nella padella col soffritto, facendo insaporire il tutto a fuoco lento.
Contemporaneamente mettete a cuocere la pasta, salandola al punto giusto; quindi scolate la pasta al dente, per poi saltarla in padella per qualche minuto con il soffritto e le castagne lesse.
Servite a tavola il piatto fumante  

Vi assicuro che è un piattino da provare e dopo aver sperimentato posso dirvi che i pici con questo condimento sarebbero stati strepitosi!!!

Con queste altre due ricette partecipo all'Mtchallenge del mese di novembre con il tema di Serena.

Pastellessa è anche un sito, un'associazione e una pagina Facebook ... tutto all'insegna del nostro frutto!!!

Ed ora... non sentite anche voi un odore di castagne al fuoco????




martedì 26 novembre 2013

SARO' BANALE MA ... NON HO RESISTITO!!! PICI E CASTAGNE!!!!


Lo so Serena lo so ... è banale ma ... scusami, non ho resistito, d'altronde tu stessa hai detto che il tuo Mtc ce l'avevi nel nome... con le castagne ma... nel nome c'hai pure i pici!!!!
E così sia.....

PICI CON  CASTAGNE CIPOLLA E SALSICCIA



Con lei fu amore a prima vista (a proposito ma l'avete vista ad Arturotv con Mattia??? Io si!!! è stato bellissimo!!), consolidatasi nel tempo con i suoi meravigliosi piatti e non ultimo quello che ci ha appena proposto proprio per questa sfida che mi ha dato un altro colpo al cuore perchè so che lo farò, non so quando ma so che lo farò!!! Grazie a lei ho imparato a fare i pici, una cosa che mi smuoveva dentro da tanto tempo e mi vengono così ... facili ... facili...come se avessi 'piciato' da sempre...



E così quando la signorina pici e castagne ci ha lanciato la sfida autunnale con uno dei frutti più declinati in assoluto .. io ho subito pensato a fare un piatto di pici e castagne, poi ho fatto anche qualcos'altro ma .. vedremo domani. La prima idea è stata quella... ho sbirciato nel suo blog perchè a questo punto mi sembrava doveroso prendere ispirazione completa dal suo bellissimo e confortante spazio...


... ho iniziato ad impastare i pici e ho trovato una ricetta con cipolle, salsiccia e zafferano che mi ha stuzzicato...io ho omesso lo zafferano e inserito la castagna, sospettando di non riuscire a sentirla nel risultato finale... e invece no!



Pici per due persone:
100 gr di farina 00
50 gr di farina di semola rimacinata
1 cucchiaio d’olio extra vergine
1 pizzico di sale
acqua qb 
Per il procedimento seguite Patty .. non sbaglierete una virgola!




Per il condimento:
una manciata di castagne lessate in acqua, sale e foglie di alloro
100 gr di salsiccia
1 cipolla bianca
olio evo
sale 
pepe
parmigiano reggiano
pecorino toscano

Io ho fatto brasare la cipolla affettata sottilmente in acqua e olio. A parte ho cotto la salsiccia che ho poi provveduto a sbriciolare. Nel sughetto di cipolle ho aggiunto le castagne a pezzetti lasciando amalgamare il tutto per un po e in ultimo ho unito la salsiccia e regolato di sale e pepe.
Cotti al dente, i pici li ho amalgamati in padella con il resto degli ingredienti, dove avevo aggiunto un pò di acqua di cottura della pasta e una grattata di pecorino e parmigiano. 



Questa è la mia prima ricetta Per l'MTC di novembre!

E PER FINIRE UNA PICCOLA CHICCA!!!
CHI SE LA RICORDA QUESTA CANZONCINA DEL MIO AMATO CLAUDIO???
E CI STA BENE EH?????